Rievocazione

Era il 1155 quando Federico I Hohenstaufen, detto il Barbarossa, incontra a San Quirico gli inviati di papa Adriano IV. L’uomo più potente del tempo vuole il lasciapassare da Roma per l’incoronazione a sovrano del Sacro Romano Impero. Per ottenerlo il Barbarossa consegna nelle mani dei Cardinali l’eretico Arnaldo da Brescia.

La rievocazione storica – che dal 1962 si svolge nel pomeriggio della domenica della Festa del Barbarossa (prima delle disfide fra i Quartieri) – ricorda tutto questo, nello splendido sagrato della Chiesa della Collegiata. Una rappresentazione teatrale emozionante e spettacolare che ci riporta indietro nel tempo con i personaggi dell’epoca. Il Barbarossa e la sua (futura) Imperatrice (Beatrice di Borgogna); il consolo, il mastro di piazza, i cardinali, l’eretico Arnaldo da Brescia, l’esercito del Barbarossa, il popolo, le guardie comunali e le guardie papali. Con i Quartieri al completo: in testa il Porta stemma; il Tamburino, due Alfieri; Paggio e Dama, altri due Alfieri e i due Arcieri.

Un copione praticamente invariato dalla nascita della Festa, mentre nel corso degli anni hanno fatto il loro ingresso alcuni personaggi recitanti. Dal 1973 e fino alla seconda metà degli anni ’90 c’era proprio Orfeo Sorbellini che, dotato di microfono, dal balcone di Palazzo Lemmi, faceva la cronaca commentata in diretta dell’incontro sul sagrato. Al 1990 risalgono, invece, accompagnate da un’altra parziale revisione dei testi, due novità: l’introduzione sulla scena del personaggio di Arnaldo da Brescia (che prima era solo rammentato e non messo in catene in diretta), e la banda di ottoni in costume. La banda infatti accompagnava, fino ad allora, il corteo suonando la suggestiva “Marcia del Barbarossa” (appositamente composta da Eugenio Garosi nel 1962 – il cui spartito è esposto al Museo del Barbarossa) indossando la divisa della Filarmonica.